Si può affittare casa in cui si ha residenza?

Affittare casa in cui si ha residenza può diventare una necessità: chi per alcuni periodi si trovi ad esempio ad alloggiare in un’altra regione per motivi di studio o lavoro, può avere l’esigenza di rendere redditizio il proprio immobile.

Mantenere un’abitazione vuota comporta infatti costi di manutenzione e spese condominiali.

Affittare la casa durante le assenze consente di coprire almeno in parte le spese.

Ma come funziona nel caso in cui la casa che vogliamo affittare sia quella in cui abbiamo la residenza?

Cosa si intende per residenza?

L’indirizzo di residenza rappresenta il luogo in cui una persona vive abitualmente e ha la sua dimora principale. Questa definizione ha un’importanza legale, poiché determina i diritti, i doveri e l’accesso ai servizi e agli adempimenti fiscali per un individuo.

Mantenere l’accuratezza nella dichiarazione dell’indirizzo di residenza è fondamentale per conformarsi alle normative e usufruire dei benefici e dei servizi previsti.

Affittare casa in cui si ha residenza comporta quindi una difficoltà pratica. 

Affittare casa in cui si ha residenza: è possibile?

La residenza è in primis un punto di riferimento legale in cui raggiungere una persona per la notifica di atti fiscali, amministrativi, giudiziari e altri documenti ufficiali.

Per questo motivo, non è possibile affittare casa in cui si ha residenza: la legge stabilisce che la residenza debba corrispondere al luogo in cui si dimora abitualmente.

Pertanto, se si affitta l’intera casa a un’altra persona, non è possibile mantenere la residenza nell’immobile, anche se l’affittuario non stabilisce la propria dimora nell’abitazione locata.

Cosa si rischia?

Mantenere la residenza in un’abitazione in cui non si dimora, può essere fatto per motivi fiscali o per superficialità.

Tuttavia, dichiarare in modo fraudolento di risiedere in un luogo, costituisce un reato di falso in atto pubblico. Le conseguenze possono essere il pagamento dell’IMU e della TASI con le relative sanzioni per gli ultimi 5 anni.

La situazione può aggravarsi se la dichiarazione mendace ha comportato vantaggi fiscali.

Inoltre, se si cambia la dimora principale senza comunicarlo al comune, si rischia la cancellazione dall’anagrafe per irreperibilità.

Quando è possibile mantenere la residenza?

Le circostanze in cui è possibile mantenere la residenza variano a seconda della natura del contratto di locazione tra il proprietario e l’inquilino.

Nel caso in cui si decida di affittare casa in cui si ha residenza e trasferirsi altrove, sarà necessario spostare la propria residenza.

La situazione è diversa quando si decida di affittare solo una o più stanze della propria casa, mantenendo la propria dimora nello stesso immobile.

Per quanto riguarda l’affitto di una parte della propria abitazione, è possibile mantenere la residenza all’indirizzo principale, anche in presenza di un contratto di locazione.

È importante sottolineare che non esiste un modello contrattuale standard per la locazione di porzioni dell’immobile.

Il proprietario ha la possibilità di concordare le condizioni con l’inquilino in base alle reciproche esigenze, scegliendo tra contratto a canone libero, a canone concordato o contratto transitorio.

Affittare casa in cui si ha residenza è possibile solo a determinate condizioni. Se vuoi un consiglio sul modo migliore di affittare casa tua, vieni a trovarci: valuteremo insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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